“Auspico che, una volta che il testo unificato mirante a garantire una maggiore rappresentanza di donne nelle liste per le elezioni comunali con piu’ di 5.000 abitanti giungerà in Aula, non si proceda a voto segreto” afferma in una nota l’On. Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “credo anzi che questo testo debba essere tenuto presente anche nel momento in cui si pensa alla riforma della legge elettorale in vista delle prossime elezioni politiche“.
“A chi risponde che misure come queste inficiano l’eguaglianza e vanno a detrimento del merito, dico che nelle loro tesi può esserci un fondo di verità ma che, purtroppo, non viviamo in un sistema perfetto. Le statistiche che descrivono la partecipazione politica delle donne italiane raccontano di un paese davvero troppo indietro. In Parlamento siamo solo il 20%, un dato che non si può giustificare con un’assenza di merito o di voglia di impegnarsi della componente femminile della nostra società, che peraltro è altamente scolarizzata. Le cause di questo gap sono dunque chiaramente culturali, per questo ci vuole una soluzione, magari transitoria, che ci aiuti a sfondare questo soffitto di cristallo, invisibile ma soffocante“, conclude l’On. Bergamini.














