Deborah

Classe 1967, sono nata a Viareggio e cresciuta a Firenze.

Dopo la maturità classica e la laurea con lode in lingue all’Università di Firenze, nel 1992 volo negli Stati Uniti grazie ad una borsa di studio vinta presso lo Smith College, in Massachusetts, dove mi specializzo in American Studies con focus sul marketing politico.

Intraprendo la carriera giornalistica nel 1993. Inizio a lavorare presso due emittenti televisive toscane, Italia 7 e Rete 37, e come cronista di nera e giudiziaria al quotidiano La Nazione, una palestra per la professione e per la vita.

Mi sposto poi a Parigi, dove l’editore francese Analyses et Synthèses mi offre l’incarico di caporedattrice fino al 1997, anno in cui approdo a Londra come giornalista televisiva per l’emittente americana Bloomberg. E’ lavorando lì che conosco Silvio Berlusconi, lo intervisto quando viene a Londra per incontrare Margareth Thatcher.

Nel 1999 divento sua consulente per la comunicazione e lo seguo a Palazzo Chigi nel 2001.

Nel 2002 torno a lavorare nel settore televisivo, ma stavolta nel servizio pubblico. Vengo assunta in Rai come Vice Direttore del Marketing Strategico, con deleghe allo sviluppo di business e marketing internazionale. Nel 2003 vengo nominata Consigliere di Amministrazione di Rai International e successivamente di Rai Trade. Partecipo in rappresentanza di Rai al consorzio Italia Digitale, per lo sviluppo del digitale terrestre in Italia. Sempre nel 2003 vengo nominata componente del comitato di consulenti del Ministro dei Beni e delle Attività culturali. Nel 2004 divento Direttore Marketing, ruolo che ricopro fino al gennaio 2008.

A marzo 2008 mi candido alla Camera dei Deputati per il Popolo della Libertà e sono eletta nel collegio della Toscana nella XVI Legislatura della Repubblica Italiana.

In Parlamento faccio parte della IX Commissione – Trasporti, Poste e Telecomunicazioni – e sono vice-presidente, eletta all’unanimità, della Commissione Parlamentare d’Inchiesta  sui fenomeni della contraffazione e della pirateria commerciale.

Sono uno dei due segretari della delegazione italiana all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), per la quale sono stata il parlamentare di riferimento per l’Italia nel network di parlamentari istituito dal CdE per la Campagna contro la violenza domestica. All’APCE faccio parte della Commissione Cultura e sono Presidente, eletta a maggioranza assoluta, della Sottocommissione dedicata ai Media ed all’Information Society.

Dal 2009 sono la Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa.

Sono uno dei tre membri designati dal Ministero delle Pari Opportunità a far parte del Comitato Paritetico istituito tra lo stesso Ministero e l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria.

La carica di Presidente del Centro Nord-Sud e quella di membro del Comitato Paritetico di cui sopra non prevedono alcun indennizzo né gettone di presenza.

9 commenti to “Deborah”

  1. Caro Onorevole,
    dopo aver letto delle sue iniziative e dei suoi rimbrotti ai CASTIgatori della CASTA, pur non apprezzando il metodo di comunicazione del blog, sono obbligato a utilizzarlo in assenza di una email diretta con la quale comunicare.
    Concordo che molti sono i luoghi comuni a riguardo del Vs. STATUS (come lei ha definito la sua posizione) ma, tuttavia, ammetterà che di fronte alle famose “lagrime di sangue” che ci vengono richieste è sin troppo facile appellarsi alle sostanziali, e sostanziose, prebende alle quali, con modestia beninteso, pur vi assoggettate. Concordo con lei che, da una casta all’altra, i giornalisti (meglio sarebbe dire gli editori) dovrebbero rinunciare alle sovvenzioni pubbliche ai loro giornali e riviste, prima di pretendere da altri segni di morigeratezza; ma noi, il popolo, a cos’altro possiamo o dobbiamo rinunciare? Passi pure il contributo di una ventina di euro da estorcere alla mia pensione (e della quale non mi lamento affatto), ma cosa pretendere da chi deve vivere con un migliaio di euroo al mese? e cosa pretendere da un pensionato da 750 Euro al mese? Una qualsiasi risposta sarebbe solo retorica….
    Quanto alla competenza dei parlamentari…Non possiamo prendere a riferimento le singole competenze e capacità, le sue che ad esempio sono di tutto rispetto, quanto piuttosto quelle medie e sulle quali avrei parecchi dubbi.
    Le faccio un caso pratico e che lei conosce benissimo, essendo stata relatrice della legge a cui mi riferisco.
    Parlo della 106 o legge Viareggio. Ad oggi non è chiaro se il termine utilizzato con “elargizione” debba essere interpretato linguisticamente, ovvero si tratta di un dono, di un regalo, e via dicendo, oppure se si tratta di una anticipazione di somme (come gli interventi dell’iter legislativo lasciano presuporre laddove la Commissione Bilancio ritiene “opportuno che la Commissione di merito verifichi se le elargizioni di cui all’articolo 1, comma 1, possano assumere il carattere di un’anticipazione”. Di fatto il testo finale lascia i dubbi irrisolti; in realtà credo che si tratti proprio di un dono, e in tal caso ci sarebbe l’ennesima beffa. Perché anziché attribuire i costi agli irresponsabili che hanno causato con il loro agire l’incidente di Viareggio (azione di rivalsa e quindi solo anticipazione di fondi) il Parlamento avrebbe approvato una legge che costringe il “popolo sovrano” a pagare… Le sembra ben fatto?
    Per sua conoscenza conosco abbastanza a fondo la questione “disastro” avendovi dedicato gli ultimi due anni della mia vita, e per solo senso civico (dato che non ho alcun coinvolgimento con gli accadimenti tristi e noti e sui quali è calata una cappa di silenzio….).
    Immutata rimane la mia simpatia

    Mauro

    • Caro Mauro,
      prima di tutto la ringrazio per la simpatia e la cordialità.
      Penso che gli editori, ed i giornali, stiano facendo un pessimo servizio non solo a noi, ma all’informazione in generale. Tutte queste notizie che circolano sulle nostre “prebende”, come le chiama lei, sono parziali e non vengono forniti gli elementi necessari a contestualizzarle. Un piccolo esempio: ci viene contabilizzato nello stipendio, dai giornalisti, il contributo per le spese di segreteria. Ora, questo contributo serve a finanziare la nostra attività politica: si pagano i collaboratori, i contributi al partito, le spese che affrontiamo per le iniziative politiche sul territorio. Con i tempi che corrono, e con il moralismo ad intermittenza che si affaccia su ogni aspetto delle nostre vite, non è nemmeno pensabile che se andiamo in pizzeria con i nostri dirigenti locali non siamo noi a pagare il conto… So che ci sono colleghi- di tutti gli schieramenti – che questo contributo preferiscono non “investirlo”. La politica è anche una questione di coscienza, e ognuno ha la sua, come in ogni altro ambito umano. Ma credo che sarebbe giusto, come accade in altri paesi, che questi contributi venissero spesi direttamente alla fonte, e quindi nel mio caso dalla Camera, a fronte di prove certificate delle spese che ogni parlamentare si accolla per la sua attività.Ragionamenti analoghi si potrebbero fare per tutte le informazioni circolate negli ultimi tempi, così come si può dimostrare, numeri alla mano, che il compenso dei parlamentari italiani, negli ultimi anni (e non mesi, anni… è un trend) è diminuito nettamente. Non ultimo, a gennaio ci siamo auto-imposti un taglio del 10% sul netto dello stipendio. Non so quanti giornalisti ne abbiano parlato…
      Venendo alle pensioni. La manovra finanziaria, purtroppo necessariamente severa in questo contesto, non tocca chi percepisce 1000 euro di pensione. Il blocco delle rivalutazioni, infatti, si applica alle pensioni di importo superiore a 5 volte la pensione minima riconosciuta dall’INPS.
      Infine, sulla legge Viareggio. Personalmente non trovo sbagliato che lo Stato, e quindi tutti noi, riconosca un contributo di solidarietà alle famiglie che sono state gravemente colpite dalla tragedia che ben conosciamo, e che a causa dei tempi lunghi dei nostri processi (altro argomento che meriterebbe una accurata analisi), rischiano di vedere dilatarsi nel tempo l’accertamento delle responsabilità e anche le necessarie opere di indennizzo. Non si tratta di pagare al posto di altri. La giustizia farà il suo corso e i colpevoli pagheranno per i loro errori. Tra l’altro anche il Comune di Viareggio, giustamente, si è costituito parte civile. Quello previsto dalla legge è un contributo di solidarietà.
      Cordialmente,
      Deborah

  2. Gentilissima Onorevole,
    tralascio volutamente gli altri argomenti che abbiamo trattato in questa brevissima corrispondenza, perché meritano ben altri tempi e modi del dibattere, per concentrami sulla Legge Viareggio.
    Ritengo anch’io doverosa e giusta la solidarietà alle famiglie colpite così duramente sul nostro territorio e, quindi, le critiche alla “Viareggio” non sono generalizzate ma, piuttosto, indirizzate soltanto al modo scelto dal Parlamento.
    Per spiegarmi meglio: capisco che i lunghi tempi che si possono prevedere nei dibattimenti giudiziali imponevano delle misure rapide e scelte condivise onde dare un senso concreto alla solidarietà, ma non capisco perché mai il cittadino italiano debba assumersi l’onere economico, non trascurabile, della legge 106/2010.
    Assumo, quasi come scontato, il parere favorevole di ogni cittadino a provvedere ad “anticipare” dei quattrini alle famiglie colpite, ma non già una “elargizione” a fondo perduto; certo non potrà disconoscere che, stando così le cose, come la sua legge impone, il sentimento più naturale è pensare che Ferrovie, GATX e quant’altri potranno un giorno, forse, essere ritenuti colpevoli del disastro dai tribunali, e di conseguenza condannati a pagare i danni, il popolo è GIA’ stato condannato a pagare i dieci milioni del costo della legge Viareggio…..E senza trascurare che la solidarietà del comune cittadino si è pure estrinsecata nella notevole quantità di denaro inviata, come donazione liberale, a vari collettori dell’area versiliese.
    Dunque, laddove potesse agire con il Parlamento sulla legge in questione, ne avrebbe tutte le benemerenze; sarebbe sufficiente aggiungervi un articolo che preveda l’istituto della surrugoazione delle somme che, a tempo debito, saranno fissate come risarcimenti dai Tribunali. Oltre che salvaguardare un principio di giustizia e di equità, ne godrebbe anche la nostra misera finanza, e senza aver tolto nulla ai colpiti dal triste evento.
    Con riguardo
    Mauro

    • Caro Mauro,
      come lei saprà il Comune di Viareggio si è costituito parte civile al processo in questione quindi, una volta accertate le eventuali responsabilità, sarà risarcito. Risarcire il Comune, ente pubblico, è risarcire tutti noi che, nel frattempo, come in ogni famiglia, abbiamo supportato chi si è trovato in difficoltà.
      Cordialmente,

  3. ..Non prevedono alcun indennizzo nè gettone di presenza…
    Meno male, un risparnio per le casse dello stato, foraggiate dai milioni di contribuenti.
    IN QUESTO PERIODO è meglio non buttare via tanti soldi per niente.

  4. Salve sono Tony Furno’ sono qui per chiedergli se ci da una mano per un decreto legge premetto sono un Ausiliario della Viabilità in Autostrada esattamente sull’A26,di essere riconosciuti come figura giuridica, in questo modo si alleggerirebbe il lavoro della polizia stradale la quale e sempre sotto organico,e si potrebbe in questo caso avere più controlli sulle autostrade visto che quello che fa la Polizia e una goccia nel mare,e si valorizzerebbe il lavoro degli Ausiliari.. Cordiali Saluti.

  5. La richiesta di Tony Furnò offre lo spunto per focalizzare su uno dei problemi italiani: la surroga ad libitum.
    Surrogare significa sostituire una persona o una cosa con un’altra persona o un’altra cosa nello svolgimento di un’zione. In fisica equivarrebbe alla legge del vuoto….da riempire; in politica il vuto di potere è immediatamente riempito da qualnonimrtafiguraoistiuzone. Insomma nel nostro paese occorre sempre sostituirsi a qualcuno per far funzionare qualcosa. Non sarebbe meglio se ciascuno onorasse, semplicemente, il proprio dovere?
    La funzione del nostro amico Tony serve oppure no? Se la risposta è SI, perché egli deve essere un Ausiliario? Se la risposta è NO allora perché lo si è illuso assegnandogli un finta mansione? La preoccupazione di Tony è, probabilmente, legata al fatto che, approfittando della sua persona e della necessità, qualcuno ne ha fatto un precario della sicurezza e che oggi, con le stringenti necessità economiche, rischia di perdere anche quella precarietà o instabilità lavorativa che, comunque, gli assicura un minimo dignitoso di che vivere.
    Mi perdonerà Tony se ho troppo semplificato (anche perché confesso di non conoscere nel dettaglio la sua posizione) ma mi premeva sottolineare la necessità di smetterla con la creazione di false illusioni; non è pensabile che ai disastri combinati da qualcuno molto interessato a commetterli perché ne ha tratto profito, debba subentrare lo Stato per mettere le cose a posto. Dobbiamo tornare a essere seri!

    • Cauro Mauro,
      credo anche io che si debba essere seri, e che si debba tornare a credere nella, e ad agire secondo, la responsabilità personale.
      Anche perchè lo Stato siamo tutti noi, quindi la surroga è fittizia. Proprio per questo non può funzionare.

      Cordialmente,
      D.

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