14 maggio 2012

Un grande in bocca al lupo a “Il Vostro Quotidiano”

In tempi in cui purtroppo molte testate chiudono, ecco una realtà editoriale che nasce e che merita un grande in bocca al lupo!

Da mezzanotte e un minuto di oggi, infatti, è in rete il Vostro Quotidiano.

Scrive il Direttore, Leonardo Boriani, nel primo editoriale:

ilvostro.it è nato ed ora attende che i lettori si impadroniscano e si innamorino dei suoi contenuti. E’ stata una gestazione ricca, emozionante, impegnativa, che ha coinvolto molte persone in tutte le loro peculiarità e professionalità. Siamo un giornale senza padroni, che sta dalla parte della gente, che fa parlare la gente, schierato con la gente. Tutta la gente: italiani e stranieri che in Italia opera e lavora. Abbiamo scelto 12 idiomi, oltre all’italiano, che rappresentano la lingua di 12 etnie presenti in forma massiccia in Italia. E non credo sia poco… Abbiamo la presunzione di volere raggiungere tutti i ceti sociali e tutte le professioni. Abbiamo il sogno di dare valore aggiunto alle nostre parole con forme di qualificazione professionale e di formazione lavoro. Abbiamo ascoltato, in questi mesi di preparazione, tutte le voci di chi sta fuori e di coloro che sono gli attori principali di questa grande rappresentazione che è il paese: l’uomo comune, la gente. A loro ci rivolgiamo per fare un lavoro buono, critico ed eticamente corretto. Ai media che ci supporteranno o che ci demoliranno chiediamo rispetto. Il rispetto che si deve alle persone oneste. E noi lo siamo.

Auguri, di cuore.

 

14 maggio 2012

Basta all’Europa di carta, è tempo di un’Europa politica democratica e libera

Debora Bergamini“Il tracollo della Cdu della Merkel nel land più popoloso della Germania ci insegna, forse più di ogni altro fra i clamorosi risultati del recente turno elettorale di tanti paesi europei, che si stanno inesorabilmente chiudendo gli spazi dell’Europa (solo) monetaria cui siamo stati abituati da quando è nato l’euro. Quell’Europa, tanto per intenderci, che ci ha imposto un cammino burocratico e cartaceo, che ha beneficiato banche e speculatori ma ha impoverito i popoli e svuotato le sovranità nazionali; quell’Europa che ha ridotto il senso della politica ad una ratifica pedissequa di decisioni prese dal capitalismo finanziario e dall’imperio della grande malattia dei nostri tempi: il debito. Con la complicità di partiti deboli, di una classe politica spesso troppo pronta a seguire anziché, come è suo compito, ad indicare la strada. Ridotti al ruolo di certificatori di bilanci, gli Stati, o meglio i popoli degli Stati, stanno dicendo basta a politiche nazionali deboli, che impongono un rigore schizofrenico ma non sembrano in grado di produrre ciò che occorre: la crescita. E stanno dicendo basta a questa Europa senz’anima, fatta di carta (moneta)“.

Lo dichiara in una nota l’Onorevole Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “gli spazi che si chiudono sono però destinati ad aprirne altri: sono quelli, finalmente, di un’Europa politica, il cui cammino è stato interrotto dall’irruento arrivo della moneta unica, illusoriamente ritenuta sufficiente a dare vita alla grande costruzione europea. Oggi, sulle macerie di quel sogno monetario, può nascere quell’Europa politica matura e voluta che finora è stata solo invocata. In questo ambito i grandi partiti europei, sotto l’egida del PPE e del PSE, possono finalmente cominciare a ricostruire la loro identità, sconfiggere le spinte populiste ed estremiste, e impostare un nuovo rapporto col proprio elettorato basato su un ritrovato realismo e sull’aspirazione ad una dimensione europea non più centrata sulla circolazione di una moneta ma sulla volontà dei popoli di riconoscersi in un unico grande edificio democratico e libero“, conclude la parlamentare.

13 maggio 2012

Il Pdl è un partito plurale e aperto. Persino per Bianconi

PDL: EX FI A BIANCONI,TUTTI MERITANO ASCOLTO PERSINO TU

(ANSA) – ROMA, 13 MAG – ” Importante, in questa fase cosí delicata per la politica italiana, che in un partito aperto e plurale come il Pdl tutte le opinioni vengano ascoltate e discusse. Specie quelle di personalità di primo piano come il collega Franco Frattini. Specie quelle che chiedono di seguire la strada verso il popolarismo europeo. Specie quelle che vanno in direzione di quanto auspicato dal Presidente Berlusconi e dal Segretario Alfano. Fortunatamente il Pdl ha abitudini di grandi pazienza e rispetto ed al suo interno trovano spazio tutte le opinioni. Persino quella del collega Maurizio Bianconi“. Lo hanno dichiarato gli Onorevoli del PdL: Deborah Bergamini, Isabella Bertolini, Michaela Biancofiore, Mariella Bocciardo, Giuseppe Moles, Giorgio Stracquadanio.

(ANSA)

11 maggio 2012

Fiumicino aeroporto, finalmente la risposta alla mia interrogazione

Finalmente il Governo, nella persona del sottosegretario Improta, ha risposto alla mia interrogazione relativa alle (pessime) condizioni dell’aeroporto di Fiumicino. Ecco il testo della risposta e della mia replica:

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10 maggio 2012

Auto elettrica, si riparte

SMOG. PD E PDL: AUTO ELETTRICA, LEGGE SI SBLOCCA E RIPRENDE ITER

BERGAMINI E VICO: SARA’ COSI’ RECUPERATO IL RITARDO DELL’ITALIA

(DIRE) Roma, 10 mag. – “Finalmente si sblocca e riparte l’iter della proposte di legge sull’auto elettrica e a basse emissioni“.

Lo dicono i relatori Deborah Bergamini del Pdl per la commissione Trasporti e Ludovico Vico del Pd per la commissione Attivita’ Produttive.

Nei giorni scorsi il governo ci ha dato assicurazioni per quanto riguarda la copertura finanziaria per il triennio 2013-2015 per gli incentivi e per la realizzazione delle infrastrutture- dicono Bergamini e Vico- abbiamo depositato il nuovo testo unificato e le commissioni riunite Trasporti e Attivita’ produttive saranno convocate la prossima settimana per la presentazione degli emendamenti. Questa legge e’ l’occasione per recuperare il ritardo dell’Italia sull’auto elettrica“.

 

10 maggio 2012

Entrate tributarie in calo, le tasse deprimono i consumi

Da Il Quaderno Azzurro: tax

Entrate tributarie, c’è poco da festeggiare. Il ministero dell’Economia registra con soddisfazione un gettito tributario (88 miliardi) che nel primo trimestre “risulta essenzialmente stabile, pur in presenza di una congiuntura fortemente negativa”. Ma se si sposta la lente d’ingrandimento sull’ultimo mese, indicativo di una tendenza direttamente collegabile ad una stretta fiscale che non risparmia alcun settore, la musica cambia. È stato un marzo nero per le entrate tributarie e sono forti i timori che si allontani l’obiettivo della riduzione del fabbisogno a 26 miliardi.

Le entrate totali (poco meno di 27 miliardi) sono calate di un miliardo e 770 milioni, in percentuale il 6,2 per cento. Il gettito Irpef è sceso anch’esso del 6,2 per cento (-224 milioni) e quello Iva dell’1,8%. A tenere sono gli incassi delle accise (aumentate) sui carburanti che hanno portato 162 milioni in più rispetto al 2011. Ma le restanti cifre parlano da sole: -15% le tasse e imposte ipotecarie, -64% le tasse automobilistiche, -22% i diritti catastali, -33% anche il gettito delle lotterie istantanee, quando il settore dei giochi è tradizionalmente anticongiunturale. Insomma, gli italiani non tentano neppure la fortuna.

Le tasse deprimono i consumi e quelle in arrivo o ipotizzate li deprimono anche di più. A tal punto che in alcuni settori poi la somma finisce per essere negativa. Qualche esempio. continua a leggere »

9 maggio 2012

Berlusconi paga il prezzo del sostegno al governo Monti

Dal Financial Times:

“[Berlusconi] faces very tough decisions,” said Deborah Bergamini, a party MP. “He has acted responsibly in supporting Monti. He is sustaining the government but paying the price and that price will go even higher.”

di seguito l’articolo integrale: continua a leggere »

9 maggio 2012

Der Spiegel: l’Italia truccò i conti per entrare nell’euro

da Il Giornale:

Giochi proibiti dell’Ulivo. Ciampi truccò i conti per entrare nell’euro

Lo rivela il Der Spiegel: negli anni ’90 il ministro del Tesoro garantì il “cammino virtuoso” del Paese. E la Germania coprì Romano & Co.

di Stefano Filippi – 07 maggio 2012

L’Italia truccò i conti per entrare nell’euro. Tra il 1996 e il 1998 Romano Prodi e il suo ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, definito «un creativo giocoliere finanziario», misero in campo «misure di risparmio cosmetiche», che «si basavano su trucchi contabili» o addirittura «furono subito ritirate non appena venne meno la pressione politica».

L’allora cancelliere Helmut Kohl, informato dall’ambasciata tedesca a Roma, era pienamente al corrente della drammatica situazione dei conti pubblici italiani ma l’opportunità politica prevalse sul rigore finanziario. 

È una specie di «wikileaks», un «wiki-Ciampi», che riscrive un capitolo decisivo della nostra storia recente. Il settimanale Der Spiegel lo squaderna nell’ultimo numero dopo aver consultato una mole di documentazione del governo Kohl tra il 1994 e il 1998, gli anni decisivi per la creazione della moneta comune. Resoconti diplomatici, note interne, appunti di colloqui. «L’Italia non avrebbe mai dovuto essere accolta nell’euro – sintetizza il periodico di Amburgo – anzi si creò il precedente per una decisione ancora più sbagliata presa due anni dopo: l’ingresso nell’euro della Grecia». Con altri conti truccati. continua a leggere »

8 maggio 2012

Buona la proposta su rappresentanza di genere nelle elezioni comunali. La si tenga presente anche per le politiche.

Questo post è stato pubblicato la prima volta il 20 febbraio 2012. Lo ri-pubblico in seguito all’approvazione della proposta di legge oggi  alla Camera.

Debora Bergamini“Auspico che, una volta che il testo unificato mirante a garantire una maggiore rappresentanza di donne nelle liste per le elezioni comunali con piu’ di 5.000 abitanti giungerà in Aula, non si proceda a voto segreto” afferma in una nota l’On. Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “credo anzi che questo testo debba essere tenuto presente anche nel momento in cui si pensa alla riforma della legge elettorale in vista delle prossime elezioni politiche“.

“A chi risponde che misure come queste inficiano l’eguaglianza e vanno a detrimento del merito, dico che nelle loro tesi può esserci un fondo di verità ma che, purtroppo, non viviamo in un sistema perfetto. Le statistiche che descrivono la partecipazione politica delle donne italiane raccontano di un paese davvero troppo indietro. In Parlamento siamo solo il 20%, un dato che non si può giustificare con un’assenza di merito o di voglia di impegnarsi della componente femminile della nostra società, che peraltro è altamente scolarizzata. Le cause di questo gap sono dunque chiaramente culturali, per questo ci vuole una soluzione, magari transitoria, che ci aiuti a sfondare questo soffitto di cristallo, invisibile ma soffocante“, conclude l’On. Bergamini.

Di seguito il testo del progetto di legge unificato: continua a leggere »

8 maggio 2012

Angelino, è ora di cambiare

 Possiamo dire che non ci aspettavamo questi risultati? No, non possiamo dirlo.

Anche se da più parti si pensa il contrario, la consapevolezza del crinale drammatico nel quale il Pdl si trova da un anno a questa parte l’abbiamo condivisa quasi tutti, ognuno con le sue ricette per invertire la rotta. Prima il picco dell’attacco politico-mediatico a Berlusconi, poi la rivoluzione al vertice del partito con l’acclamazione di Alfano a segretario politico, seguita dall’accelerazione della crisi finanziaria globale che ha portato al passo indietro del Presidente il 12 novembre scorso e all’insediamento del governo Monti. Infine, sei mesi di purgatorio politico con misure drammatiche riversate proprio sul cuore del nostro elettorato, più che su quello del Pd, e sostenute da noi, per giunta. Un anno solo ma per il Pdl, nato appena tre anni fa e ancora alle prese con una fusione di tante identità, è stato un lunghissimo “rollercoaster”.

L’epilogo sono state queste amministrative. Sappiamo bene che il centrodestra è sempre stato penalizzato dal voto amministrativo rispetto a quello politico, ma questo non basta a spiegare i risultati negativi che sono usciti fuori. Fermi o all’indietro i grandi partiti, trionfa la protesta, lo scontento o, più semplicemente, il disincanto e il  desiderio forte di un’altra politica.

Il moderatismo, grande mito della nostra storia (quanto ci è sempre piaciuto definirci moderati!), spesso agitato a piacimento per giustificare scelte tattiche di basso opportunismo, crolla sotto i colpi della frustrazione collettiva e della voglia di togliersi dal collo il cappio di una politica, di una tecnocrazia, che oltre a uccidere la dignità uccide la speranza.

E non col mattatore/agitatore Grillo bisogna prendersela, bensì con noi stessi, per aver dissipato in 4 anni almeno la metà dei nostri consensi, con essi avendo lasciato scivolare un’identità, una storia e anche un’idea del nostro Paese. Il frullatore degli ultimi sei mesi ci ha dato il colpo finale: davvero con grande fatica abbiamo subito il passo indietro di Berlusconi e la scelta di sostenere un governo di tecnici che una malintesa responsabilità europeista ci ha imposto. E con grande responsabilità Alfano ha cercato di tenere insieme il partito nel momento in cui andavano costruiti nuovi ed impervi equilibri con gli ex avversari. Abbiamo sperato che tutto ciò che non eravamo riusciti a fare durante il nostro governo a causa del muro contro muro col Pd potesse materializzarsi come d’incanto, anche col nostro sostegno. E invece ci siamo trovati a votare provvedimenti contrari al nostro programma, al nostro percorso. E ci siamo arroccati, quasi paralizzati, per la paura e la sorpresa di quello che ci stava accadendo.

Ora dobbiamo reagire, dimostrando che il maggior partito di centrodestra europeo non è stato solo il frutto di un’intuizione, ma la costruzione seria e difficile di un progetto alternativo ai miraggi di una sinistra imbonitrice. Non dobbiamo minimizzare  l’esito di questo voto, ma ragionarlo.  Dobbiamo dimostrare a chi ci ha votati, e a chi ha smesso di votarci, che abbiamo capito, e che siamo pronti a rimetterci in gioco, costi quel che costi. Che sapremo cambiare dove c’è da cambiare, e che non ci saranno rendite di posizione garantite per niente e per nessuno. Che sapremo riformare subito i meccanismi che regolano il funzionamento dei partiti a partire dal loro finanziamento e dalla legge elettorale. Che sapremo mutare la forma stessa del partito che dovrà l’anno prossimo, alle politiche, rappresentare quel centrodestra identitario e liberale che è stato alla base della rivoluzione del ’94 e che vuole affermare i suoi valori oggi più che mai, visto che oggi più che mai sono minacciati.

Che sapremo portare con ragionevolezza ma anche con fermezza questi nostri valori nel governo che il Pdl sta sostenendo, senza accettare lezioncine di moralità e coerenza da nessuno, e senza obbedire ad aut aut, perché questo voto ci dice anche che nessuno oggi è in grado di pontificare sull’operato altrui. Che sapremo, così come chiedono gli italiani, scuoterci di dosso un modo giurassico di fare politica, un modo arcano e distante che non ci piace e che Berlusconi aveva smascherato, ma di cui è rimasto anche lui vittima. Angelino, è tempo di cambiare.