Post contrassegnati da tag ‘giornalismo’

3 agosto 2011

Un’idea per i custodi del bene comune…

Dunque, è ufficiale. La classe politica è definitivamente ostaggio dei retori della casta, dei moralisti ferragostani, dei custodi quattro stagioni del bene pubblico. Si, insomma, dei paladini dell’informazione. Che evidentemente stanchi di cercare notizie (il che costa fatica e denaro) hanno deciso quest’estate di cavalcare il malessere di tutti e di vender copie intinte di affannosi inchiostri alla ricerca del privilegio della casta.

4 luglio 2011

Mai esistita una struttura Delta. E’ un’invenzione.

TEOREMA DI REPUBBLICA MONTATO CON PUBBLICAZIONE BROGLIACCI

(ANSA) – ROMA, 4 LUG – ‘Da circa un settimana il quotidiano la Repubblica ha ricominciato un’aggressiva campagna stampa finalizzata a dimostrare l’esistenza di una fantomatica struttura Delta, interna alla Rai, che condizionerebbe l’attivita’ del servizio pubblico e della quale io avrei fatto parte nel 2005, anno in cui ero Direttore Marketing della Rai. Non esiste, ne’ e’ mai esistita, alcuna struttura Delta, il cui nome e’ appunto un’invenzione di Repubblica’. Lo dichiara in una nota la parlamentare del Pdl, Deborah Bergamini.

30 giugno 2011

I drogati del male

A VOLTE RITORNANO, I DROGATI DEL MALE da Il Tempo

A volte ritornano. E cercano di fare ancora piu’ male, perche’ la volta prima hanno fatto un buco nell’acqua e questo proprio non lo possono accettare. Il sito di Repubblica riciccia, come inchiesta giornalistica, le intercettazioni, del tutto irrilevanti penalmente, risalenti al 2005 sul presunto caso Rai-Set che provocarono all’epoca un gran polverone poi conclusosi nel nulla e che rimangono uno dei casi scuola sulle drammatiche perversioni di un circuito mediatico- giudiziario malato che e’ un’anomalia tutta italiana e che determina da anni la violazione sistematica e crescente di diritti che dovrebbero essere fondamentali e che invece vengono spappolati a scopo di lucro e di macelleria politica nel silenzio di tutte le piu’ alte cariche istituzionali e di garanzia.

23 giugno 2011

I giornali italiani hanno scoperto il Centro Nord-Sud

Roma, 23 giugno 2011 – Oggi c’è la mia foto su Repubblica. E vengo citata anche su La Stampa.

Da cosa deriva tanto interesse? Dal fatto che i giornali italiani si sono accorti per due anni ho presieduto il Comitato Esecutivo del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa. Un Centro che si occupa di promuovere i diritti umani, il dialogo interculturale e la solidarietà mondiale. Con un budget – favoloso – di un milione e mezzo di euro. Cioè meno di quello che ha a disposizione qualsiasi grande ONG internazionale come Amnesty International, per esempio. Per darvi un’idea, Amnesty nel 2010 ha dichiarato un budget operativo di 21 milioni di dollari. Per non parlare di quanto siamo lontani dalle cifre gestite dalle grandi Organizzazioni Internazionali. Il Consiglio d’Europa, per esempio, che non è neppure tra le più ricche, ha un budget per il 2011 di 217 milioni di Euro.

20 gennaio 2011

Ci vuole un organo ufficiale di stampa per il PdL

(ANSA) – ROMA, 20 GEN – ‘Sostengo in pieno l’idea lanciata oggi dal Ministro Rotondi: un partito maggioritario e radicato come il Pdl, con un progetto politico innovativo e trasparente, non puo’ permettersi di rincorrere le mille chiavi di interpretazione pseudo eretiche che rimbalzano maliziose fra carta e web. Abbiamo bisogno di un quotidiano di partito, che sia unica sede di una sana ed aperta elaborazione fra le varie sensibilita’. Auspico che l’Ufficio di Presidenza del partito raccolga la proposta’: lo dichiara Deborah Bergamini, parlamentare e presidente della Consulta esteri del Pdl, in merito alla proposta del Ministro Gianfranco Rotondi di creare un organo ufficiale del Popolo della liberta’. (ANSA).

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10 maggio 2010

Falchi forse, fessi no di sicuro

Il Tempo, 10 maggio 2010 – La sovraesposizione mediatica di Gianfranco Fini e dei suoi pochi fedelissimi nasce da un paradosso evidente: chi chiedeva a gran voce più politica, ora la rifugge. Chi chiedeva dibattito collegiale, ora cerca asilo nei talk-show della sinistra. Chi si stracciava le vesti in nome della democrazia interna, ora rivendica agibilità esterna. Chi, infine, pretendeva libertà di minoranza, ora si farebbe carico di una sconfinata e cosmica ‘libertà di pensiero’. Non ci siamo: passare per falchi si, per fessi no.

10 febbraio 2010

Ora ci minaccia il conformismo nichilista

L’ intervento del Ministro Sandro Bondi al convegno Aspen Institute-Rcs sulle radici culturali italiane

Quando si affronta la questione delle radici culturali dell’ Italia, il rischio è di ripetere concetti sui quali generalmente si registra un consenso quasi unanime oppure un radicale dissenso. In entrambi i casi, il dibattito sfocia nell’ inconcludenza e nell’ attuale sterilità della cultura. Provo ad avanzare la seguente tesi.

2 marzo 2009

La divulgazione di conversazioni personali e prive di rilievo penale è una forma di linciaggio

2 marzo 2009 – Pierluigi Battista per il Corriere della Sera

Gentili dirigenti della Federazione nazionale della Stampa, illustri rappresentanti dell’ Ordine dei giornalisti, non credete che tra i valori costituzionalmente tutelati vi sia anche il diritto di un cittadino nemmeno indagato di non vedersi massacrare dalla pubblicazione di intercettazioni talmente marginali da prevederne addirittura la distruzione disposta dalla stessa magistratura? Non credete che il da tutti riconosciuto abuso delle intercettazioni squadernate dai giornali appaia statisticamente irrilevante se considerato in generale, ma devastante, mortale, offensivo, insopportabilmente violento per il singolo che ne viene stritolato? Non credete che il diritto alla riservatezza, il diritto di ciascuno a non vedere sfigurata e distrutta la propria reputazione abbia un valore uguale, non inferiore o superiore, ma semplicemente uguale, a quello che giustamente attribuiamo alla libertà di stampa?

28 febbraio 2009

La mia proposta sulla privacy

Quando in Commissione Giustizia ho presentato l’emendamento che prevede la reclusione da uno a tre anni per chi si rende responsabile della pubblicazione di intercettazioni di cui è stata disposta la distruzione dall’autorità giudiziaria, immaginavo il polverone che ne sarebbe nato; e la quantità di reazioni scomposte, in alcuni casi offensive, e di taluni commenti “istituzionali” del tutto privi di senso della realtà me ne hanno dato conferma. Partiamo da questi ultimi per capire quale nervo scoperto tocca una battaglia per il diritto individuale di ogni cittadino alla difesa della propria privacy.

26 febbraio 2009

Io difendo la privacy

da Libero del 26/2/09

Il monumentale e personalissimo attacco che Libero mi ha sferrato ieri (il 25/2/09, n.d.r.), con tanto di suggestioni psicoanalitiche dei miei atti politici, mi consente, data l’acquisita patente di “regina”, di chiedere se per caso non ho commesso io un reato grave: quello di lesa maestà. Con il mio emendamento devo aver toccato nel vivo una categoria, quella giornalistica, che sebbene composta per la stragrande maggioranza da persone che fanno il loro mestiere con fatica e grande responsabilità, si trova in compagnia di uno zoccolo duro di cosiddetti “professionisti” che si ritengono intoccabili.

Ricapitolo: è stato approvato in Commissione Giustizia della Camera un mio emendamento al disegno di legge Alfano sulle intercettazioni, che prevede la reclusione da uno a tre anni per chi pubblica intercettazioni di cui è stata disposta la distruzione, in quanto effettuate in assenza dei presupposti di legge o perché giudicate irrilevanti. Insomma, roba da buttare la cui pubblicazione è vietata dalla legge perché va a ledere i diritti fondamentali della persona espressamente tutelati nella nostra Costituzione (art. 13 e 15) e nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Ovviamente, di questi aspetti, sull’articolo di Libero non c’era traccia.