“Stupefatta lettera a perta di un giornalista inglese agli italiani che sopportano i pm origlioni”
Scrive Nicholas Farrell a Il Foglio:
In Inghilterra [...] un giudice non indaga, ma dirige la giuria durante un processo. Le indagini sono il compito della polizia e degli avvocati della Crown Prosecution Service (Cps). La Cps (non la polizia) può intercettare le chiamate di un cittadino solo col permesso del ministro dell’Interno e solo dove esiste il sospetto ragionevole di un reato grave. Le intercettazioni non possono essere diffuse e pubblicate “all’italiana”. Altrimenti i responsabili (sia magistrati che giornalisti) vanno in galera. Di conseguenza le intercettazioni non vengono mai pubblicate in Inghilterra. Mai.
La spiegazione per una legge così robusta è chiara: pubblicare le prove nei confronti di un indagato prima del processo distrugge il suo diritto a un processo giusto ed equo. Di fatti, per lo stesso motivo, non si può pubblicare niente in Inghilterra che potrebbe inquinare un processo (verbali compresi).
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