Ordine del giorno
La Camera dei deputati, 
premesso che
L’articolo 16 del decreto-legge in esame stabilisce che, a decorrere dal 1° maggio 2012, il pagamento della tassa annuale di stazionamento per le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati;
tale l’addizionale è ridotta nella seguente misura del 15 per cento dopo 5 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto;del 30 per cento dopo 10 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto e del 45 per cento dopo 15 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto; al fine di compensare le minori entrate determinate dalle riduzioni per vetustà dei veicoli, la norma prevede che l’aliquota dell’accisa del tabacco da fumo sia rideterminata con decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS);
si rileva però che tale tassa di stazionamento delle imbarcazioni rischia di far collassare un settore che appena un anno fa ha subito un tracollo del 30%;
in Italia ci sono circa 300 strutture, tra approdi e porti turistici, 153.000 posti barca, di cui il 75 % si concentra al Nord (41% nell’Alto Tirreno, il 37% nell’Alto Adriatico), l’indotto del turismo nautico produce ricchezza per 5 miliardi, sono oltre 100.000 gli addetti del settore;
si rischia che questa tassa non colpisca i ricchi, ma cada inesorabilmente su tutti gli operatori del settore; a beneficio di altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo che vedranno arrivare numerose imbarcazioni provenienti dall’Italia;
il porto turistico oggi è una vera e propria azienda che oltre alla specifica “mission” a servizio del diportista, sempre più è chiamata a diventare azienda motrice dell’economia del territorio circostante;
è importante sostenere e sviluppare l’impresa mare che vede nella portualità turistica, comparto rilevante e strategico del turismo, potenzialità e capacità nel generare significative ricadute economiche e occupazionali per le comunità locali, contribuendo anche alla promozione del territorio e dei suoi patrimoni storico-culturali ed enogastronomici;
impegna il Governo
a monitorare, con provvedimenti di sua competenza, che la tassa di stazionamento non abbia effetti recessivi nell’indotto nautico ed a valutare l’opportunità di adottare un provvedimento al fine di ridurre l’impatto fiscale nel settore.
On.le Bergamini
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