Post contrassegnati da tag ‘manovra’

4 gennaio 2012

Fisco, tante regole e poca equità

Rispetto alle tirate propagandistiche di Beppe Grillo abbiamo la coscienza a posto. Quando spopolava nei talk show di Santoro & Travaglio noi non gli abbiamo mai strizzato l’occhio, a differenza della sinistra politica e mediatica. Quindi, da parte nostra, nessuna indulgenza neppure se il sedicente “comico” afferma di comprendere gli attentati contro Equitalia.

La violenza è violenza, è da sempre la nostra filosofia. E quando questa violenza, fisica e verbale, era diretta contro di noi, eravamo quasi gli unici ad essere conseguenti mentre altri si arrampicavano sui distinguo, o sui tetti delle facoltà universitarie.

Chiusa la parentesi, non siamo però indifferenti al rischio che la giusta lotta all’evasione fiscale si traduca in pratiche e misure sbagliate. Anche qui, va ricordato che è stato il nostro governo a conseguire nei suoi tre anni e mezzo recuperi record di tasse e sommerso. Il problema riguarda il 2012, quando la manovra Monti ha stabilito che partano tutte assieme una sfilza di norme e adempimenti a carico dei cittadini che rischiano di complicare inutilmente la vita agli onesti, senza sfiorare gli evasori veri.

26 dicembre 2011

Giusto combattere l’evasione. Ma la privacy e la libertà?

chiavi keysCon oltre 80 miliardi di manovre cumulate nel 2011 e con il decreto Monti composto per il 90% di sole tasse (calcolo de la Repubblica), il 2012 rischia di trasformarsi in un calvario per i contribuenti. E la situazione minaccia di esplodere con l’arrivo di tre provvedimenti che si intrecciano e si sovrappongono: il divieto di uso del contante oltre i 999,99 euro; lo spesometro che presto arriverà in tutte le famiglie italiane; la trasmissione automatica di ogni movimento bancario e su carta di credito all’anagrafe tributaria.

Misure per battere l’evasione fiscale, ma siamo sicuri che l’effetto non sia controproducente? Il garante della privacy ha sollevato molte serie obiezioni sul fatto che tutti i nostri movimenti finanziari siano schedati dal fisco. Si tratta non solo di un’intrusione plateale nella vita privata degli individui, ma di una inversione implicita dell’onere della prova: è corretto che lo Stato ci chiami a giustificare ciò che spendiamo in relazione a ciò che dichiariamo, a condizione però che abbia dei fondati sospetti. Diversamente agli occhi del fisco diventiamo tutti, a cominciare dagli onesti, potenziali evasori.

23 dicembre 2011

Per abbassare lo spread ci vogliono misure per la crescita

crisi liquidità bancheMentre si confermano i venti di recessione dell’economia per il 2012, le banche italiane hanno aderito massicciamente all’offerta di liquidità a basso costo (1% per tre anni) della Bce, attingendo 116 miliardi di finanziamenti, quasi un quarto del totale erogato alle banche di tutta Europa. Una boccata di ossigeno a costo irrisorio in confronto ai tassi da capogiro di oggi e alla quale ne seguirà un’altra a febbraio, quando con ogni probabilità la risposta all’offerta della Bce sarà ancora maggiore da parte di un sistema creditizio sull’orlo dell’asfissia per mancanza di liquidità.

Il dilemma che si apre ora è: quale uso faranno le banche di queste risorse? L’auspicio è che una buona fetta, se non la maggiore, di liquidità prenda la strada dell’economia reale, come ha auspicato Draghi: “Il canale bancario è cruciale per la fornitura di credito alle imprese, soprattutto medie e piccole, e alle famiglie”. E questo anche se gli istituti italiani rischiano di essere chiamati l’anno prossimo al sostegno “patriottico” dell’acquisto dei titoli del Tesoro.

18 dicembre 2011

L’Italia è all’emergenza fiscale, Monti non può ignorarlo

taxL’Italia è all’emergenza fiscale, e il governo di Mario Monti non può ignorarlo in nome di un’altra emergenza, quella europea. Né della natura tecnica dell’esecutivo. E neppure appellandosi alla piaga dell’evasione. Anzi, tanto più si tassano redditi, beni e consumi dei cittadini onesti, tanto più si premia il sommerso e chi comunque la fa franca. La Confindustria ha diffuso un dato: nel 2012 la pressione tributaria arriverà al 45,5%; che tenendo conto di chi le tasse non le paga significa il 54% che graverà in media sui contribuenti onesti. Una cifra in linea con quelle della Banca d’Italia che parla di pressione fiscale al 45%. Questo record è dato dalla somma di Irpef, reintroduzione super-maggiorata dell’Ici, aumenti di Iva e, a pioggia, di beni consumo a cominciare dalla benzina, rincari di ticket sanitari e dei servizi pubblici, maggiorazioni ancora su Irpef ed Ici riservate agli enti locali.

Il Corriere della Sera ha dedicato al problema un’intera pagina: titolo, “Fiera delle tasse, un euro su due al fisco”. Insopportabile. Ed il premier non può non tenerne conto né utilizzare il senso di responsabilità mostrato dai partiti come una sorta di licenza ad uccidere. Da editorialista del Corriere , Mario Monti ha scritto decine di editoriali contro la voracità del fisco sui “soliti noti”; ma da capo del governo sembra che non abbia altra ricetta per far quadrare i conti se non di aumentare tasse e imposte su chi già paga. Ed infatti la sua manovra, che già nasceva per due terzi di tasse, sotto questo profilo è peggiorata in corso d’opera.

16 dicembre 2011

E’ importante sostenere e sviluppare l’impresa mare. Ecco il mio odg accolto dal governo:

Ordine del giorno

La Camera dei deputati,

premesso che

L’articolo 16 del decreto-legge in esame stabilisce che, a decorrere dal 1° maggio 2012, il pagamento della tassa annuale di stazionamento per le unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati;

tale l’addizionale è ridotta nella seguente misura del 15 per cento dopo 5 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto;del 30 per cento dopo 10 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto e del 45 per cento dopo 15 anni dalla data di costruzione dell’unità da diporto; al fine di compensare le minori entrate determinate dalle riduzioni per vetustà dei veicoli, la norma prevede che l’aliquota dell’accisa del tabacco da fumo sia rideterminata con decreto del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS);

si rileva però che tale tassa di stazionamento delle imbarcazioni rischia di far collassare un settore che appena un anno fa ha subito un tracollo del 30%;

in Italia ci sono circa 300 strutture, tra approdi e porti turistici, 153.000 posti barca, di cui il 75 % si concentra al Nord (41% nell’Alto Tirreno, il 37% nell’Alto Adriatico), l’indotto del turismo nautico produce ricchezza per 5 miliardi, sono oltre 100.000 gli addetti del settore;

si rischia che questa tassa non colpisca i ricchi, ma cada inesorabilmente su tutti gli operatori del settore; a beneficio di altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo che vedranno arrivare numerose imbarcazioni provenienti dall’Italia;

il porto turistico oggi è una vera e propria azienda che oltre alla specifica “mission” a servizio del diportista, sempre più è chiamata a diventare azienda motrice dell’economia del territorio circostante;

è importante sostenere e sviluppare l’impresa mare che vede nella portualità turistica, comparto rilevante e strategico del turismo, potenzialità e capacità nel generare significative ricadute economiche e occupazionali per le comunità locali, contribuendo anche alla promozione del territorio e dei suoi patrimoni storico-culturali ed enogastronomici;

impegna il Governo

a monitorare, con provvedimenti di sua competenza, che la tassa di stazionamento non abbia effetti recessivi nell’indotto nautico ed a valutare l’opportunità di adottare un provvedimento al fine di ridurre l’impatto fiscale nel settore.

On.le Bergamini

 

16 dicembre 2011

Perchè mi sono astenuta sulla fiducia al governo

“Mi sono astenuta sulla fiducia al Governo perchè non ho avuto cuore di dare il mio sì ad una manovra che, al contrario di quanto ci era stato anticipato e promesso, si è rivelata quasi esclusivamente concentrata sull’aumento delle tasse e che rischia di spalancare ulteriormente le porte della recessione per il nostro Paese“.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, parlamentare del PdL, che aggiunge: “sarò, comunque, ben lieta di votare, in futuro, provvedimenti per la crescita e lo sviluppo della nostra economia, nonché tutte le riforme di cui, secondo questo governo, l’Italia ha bisogno, purché queste siano elaborate tenendo presenti i nostri interessi nazionali e non le manie rigoriste o, peggio, i diktat di altri paesi ed istituzioni, in spregio al regolare esercizio della democrazia“.

16 dicembre 2011

Manovra approvata. 495 sì e 88 no. Io mi sono astenuta

Da Il Foglio:

Il governo del Preside incassa la fiducia a Montecitorio

I deputati approvano con 495 sì, 88 no e 4 astenuti le modifiche al decreto varate in Commissione

13 dicembre 2011

Anche per Monti e i suoi super tecnici governare non è cosa facile…

Pare che la luna di miele sia finita.

Per ora è solo una percezione, anzi dal punto di vista del Popolo della Libertà che fin dall’inizio ha garantito un appoggio responsabile in Parlamento, è un timore. Di che si tratta? Che l’“effetto Monti”, quella sensazione di necessità e urgenza che ha portato all’insediamento del governo tecnico (ed al passo indietro di Silvio Berlusconi), si stia disperdendo.

I motivi sono diversi:

5 dicembre 2011

Il governo ha la responsabilità delle sue scelte. Noi il dovere di vigilare.

La ricetta Monti è amara, inutile girarci intorno. Anche perché ogni contribuente è perfettamente in grado di farsi i propri conti. La scure si abbatte in particolare sulla casa, la vera e grande ricchezza degli italiani, un paracadute sociale che il centrodestra e soprattutto il Popolo della Libertà, avevano sempre tenuto al riparo dalle grinfie del fisco.

Il governo tecnico è andato a pescare soprattutto lì, oltre che sulle pensioni. Ma la differenza è non da poco: quello sulla casa è un prelievo, quella delle pensioni è una riforma, dolorosa, ma che andava fatta. Detto questo, è solo grazie al Pdl ed all’incontro decisivo tra Angelino Alfano e Mario Monti che si è evitato il peggio, oltre ad una partenza decisamente col piede sbagliato del governo.

Parliamo dell’aumento delle imposte dirette, quelle sul reddito, che avrebbe colpito chi lavora e produce onestamente, e non i ricchi ma il ceto medio: perché non si può certo considerare da nababbo un imponibile di 55 mila euro lordi l’anno, neppure tremila netti al mese con i quali magari mantenere famiglia e figli. Su questo siamo stati chiari, e Monti ci ha dato ragione. Ce ne rallegriamo, così come va preso atto di un altro errore evitato, anche questo su nostra richiesta: il limite di utilizzo del contante scende non a 500 euro (o addirittura a 300) come si era ipotizzato, ma a mille. Il che evita tra l’altro la messa fuori legge di banconote a corso legale, ma soprattutto impedisce a tanta gente – parliamo di ceti disagiati che non hanno il portafoglio pieno di carte di credito – di non saper più come muoversi. Sarebbe stata una misura da stato di polizia.

Sono alcune dimostrazioni che abbiamo sì un governo tecnico, imposto da fatti eccezionali e straordinari, ma che c’è sempre, e sempre ci sarà, bisogno della politica democraticamente eletta. Massimo rispetto e lealtà al professor Monti, ma noi non abdichiamo al nostro ruolo; e se l’esecutivo ha la responsabilità delle sue scelte noi abbiamo il dovere di evitare errori e ingiustizie clamorose. E’ questa oggi la nostra battaglia.

30 novembre 2011

I giornali ci ripensano, ora si possono criticare Merkel e Sarkozy

Si aprono i dieci giorni decisivi per l’Europa, lo dicono e lo ripetono i vertici di Bruxelles in queste ore, ma i mercati finanziari e la speculazione restano i padroni incontrastati di una situazione quantomai difficile.  È sempre una magra consolazione rifugiarsi nel “lo avevamo detto” però il mutamento di ruolo della Banca Centrale Europea, più volte invocato dal governo di centrodestra, torna prepotentemente oggi alla ribalta.

C’è libertà piena di critica oggi verso il Cancelliere tedesco Merkel o il presidente francese Sarkozy, non è più un delitto affermare che la Banca Centrale potrebbe anche acquistare titoli di Stato emessi dai Paesi membri, come fa la Bundesbank berlinese. Bastava passare stamani da un salotto televisivo all’altro per constatare che anche gli esponenti della sinistra estrema ormai sono confluiti decisamente sulle nostre posizioni, tanto criticate appena pochi mesi fa.

È in corso infatti un processo di revisione su tutto quello che è stato detto a sproposito nel recente passato purché fosse in contrasto con il Governo Berlusconi. Senza mai citare esplicitamente o tantomeno rendere l’onore delle armi a chi venne allora criticato ingiustamente. Più che i politici, si distinguono in quest’atteggiamento i dotti commentatori dei quotidiani: abbiamo letto fior di articoli di fondo in questi ultimi giorni che attribuiscono, per esempio, al Governo tecnico misure già presentate e sostenute dal nostro Governo in Europa. Il principio è voltare comunque pagina, far apparire come nuovo anche il vecchio, seppellire sempre sotto un cumulo di critiche il Governo Berlusconi.

Per ora il tentativo, diffuso a molte importanti testate, appare riuscito: ma è una vittoria di Pirro, perché questa vera e propria campagna informativa si scontrerà prima o poi con il voto degli elettori italiani. Che si sono sempre dimostrati, e lo dimostreranno anche stavolta, capaci di discernere tra il vero e il falso, tra la disinformazione e i fatti concreti del centrodestra.