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8 marzo 2012

8 marzo e donne, basta retorica. Ognuno di noi rifletta ed intraprenda un’azione concreta

Debora BergaminiE’ molto difficile non essere retorici quando si parla di donne, lo è ancora di più quando si parla di donne l’8 di marzo. Oggi, per l’ennessima volta, sentiremo snocciolare cifre – tutte negative - sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro (bassa), sulla loro presenza nei ruoli di responsabilità (bassa), sulla loro presenza in politica (bassa), sulla percentuale di loro che ha subito violenza (alta) o che ha dovuto scegliere tra carriera e maternià (alta), sul numero di ore (altissimo) che una donna lavora in più rispetto ad un uomo, impiegata in lavori cosiddetti domestici e normalmente non riconosciuti.”

Lo dichiara in una nota l’On. Deborah Bergamini, PdL, che prosegue: “tutti noi ci indigneremo per cinque minuti o cinque ore, plaudiremo iniziative, mozioni, interventi in tv, articoli sui giornali e buoni propositi, come sempre convinti che sia un problema degli altri, che le discriminazioni le compiano gli altri, che gli stereotipi sul femminile siano applicati dagli altri e che i problemi alberghino solo nelle famiglie degli altri“.

“Forse potremmo veramente onorare questa giornata concedendoci cinque minuti di silenzio in cui riflettere su cosa ognuno di noi può fare per migliorare la qualità della vita di una donna, a partire da quelle più vicine. E, poi, possibilmente, mettere in atto azioni concrete finalizzate a questo miglioramento. Per più di cinque minuti, cinque ore od un giorno”, conclude l’On. Bergamini.

7 febbraio 2012

I provvedimenti per la sicurezza del governo Berlusconi

Tra le priorità che il governo Berlusconi ha perseguito fin dal primo giorno del suo insediamento c’è stata la questione sicurezza. Sono stati numerosi, infatti, i provvedimenti varati per garantire agli italiani la tranquillità e la sicurezza nelle città, il blocco dell’immigrazione clandestina, il contrasto della criminalità organizzata e della violenza contro le donne.

Ricordiamo i principali.

Operazione strade sicure. 4.250 militari sono stati affiancati alle forze dell’ordine per pattugliare e prevenire i reati nelle periferie e nelle piazze delle città.

Sindaci . L’Esecutivo Berlusconi ha ampliato i poteri dei sindaci di intervento, prevenzione e contrasto dei reati: in sinergia con polizia e prefetti, i primi cittadini possono intervenire in situazioni urbane di degrado come lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento della prostituzione, la violenza legata all’abuso di alcol, il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato, l’incuria, il degrado e l’occupazione abusiva di immobili, l’illecita occupazione di suolo pubblico; la prostituzione in strada e accattonaggio, la videosorveglianza nei luoghi pubblici.

Donne . Le molestie (stalking) contro le donne sono diventate reato, punite con pene che vanno da 6 mesi a 4 anni, e aggravanti se il reato è commesso da un ex partner o ai danni di soggetti particolarmente deboli. Per chi subisce violenze, sono state inasprite le pene per gli stupratori e alle vittime è stato riconosciuto il patrocinio .

Stadi. Con un decreto legge è stato reintrodotto il meccanismo dell’arresto in flagranza differita – cioè dopo aver visionato i filmati delle telecamere. Sono state, inoltre, estese agli steward le forme di tutela già previste per i pubblici ufficiali in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni sportive.

3 febbraio 2012

Abbiamo scritto a Monti, Terzi, Fornero e Moavero affinché si firmi la Convenzione sulla violenza contro le donne

(AGENPARL) – Roma, 02 feb 

L’Italia firmi la “Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e alla violenza domestica”: è quanto chiedono le deputate Federica Mogherini, Deborah Bergamini, Fiamma Nirenstein, e le senatrici Anna Maria Carloni e Giuliana Carlino, componenti dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in una lettera inviata oggi al Presidente Monti e ai Ministri Terzi, Fornero e Moavero, nel giorno in cui la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno alla legge Comunitaria che recepisce lo stesso impegno.

La Convenzione, già firmata dai principali paesi europei (tra cui Francia, Germania, Spagna), rappresenta il primo strumento giuridico internazionale per proteggere le donne da qualsiasi forma di violenza, grazie a misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle vittime.

2 febbraio 2012

Ecco l’odg, accolto dal governo, che lo impegna a firmare, e far firmare all’UE, la Convenzione contro la violenza sulle donne

AC 4623

Ordine del giorno

La Camera,

premesso che,

nel maggio del 2011 si sono svolti ad Istanbul i lavori che hanno portato alla stesura di un testo per una «Convenzione europea per la prevenzione e la lotta alla violenza sulle donne», un trattato che

rappresenterebbe il primo strumento giuridicamente vincolante in Europa per la creazione di un quadro giuridico completo per combattere la violenza tramite la prevenzione, l’azione giudiziaria e il supporto alle vittime;

nel testo di tale Convenzione sono indicate una serie di misure che gli Stati devono adottare per prevenire la violenza, proteggere le vittime e perseguire gli autori dei reati: è previsto in particolare che siano sanzionate le violenze contro le donne, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali, lo stalking, le violenze fisiche, psicologiche e sessuali, ed è altresì prevista la creazione di un sistema di monitoraggio;

tale Convenzione – aperta alla firma di tutti i membri del Consiglio d’Europa, degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione, nonché della stessa Unione europea – ad oggi é stata firmata da 18 Stati, tra i quali figurano la Germania, la Francia, l’Austria, la Grecia, la Spagna, la Norvegia, il Portogallo etc, mentre per la sua entrata in vigore occorre raggiungere il numero di 10 ratifiche, inclusi 8 stati membri del Consiglio d’Europa;

nel provvedimento in esame è stata inserita nell’allegato B la direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, che pur rappresentando un significativo passo in avanti anche sul piano della tutela delle donne contro questa specifica forma di violenza, non è ancora sufficiente a garantire una tutela più generale contro ogni forma di violenza;

né l’Italia né l’Unione europea hanno sino ad oggi firmato la suddetta Convenzione, né ovviamente proceduto alla sua ratifica:

impegna il Governo,

ad adottare ogni iniziativa utile nelle opportune sedi europee al fine di favorire in tempi brevi la firma e la ratifica da parte dell’Unione europea della suddetta Convenzione, provvedendo altresì ad apporre la firma italiana e conseguentemente a sottoporre il provvedimento al Parlamento italiano per la sua ratifica.

26 gennaio 2012

Dietro alla crisi che scuote l’Europa non si celi il pericolo che l’uguaglianza rimanga un’aspirazione

Di seguito il testo del mio intervento*, qui a Strasburgo, durante il dibattito sul rapporto “Advancing women’s rights worldwide”.

Questo rapporto ha una grande valenza politica. Perché viene discusso qui a Strasburgo, nel cuore di un’Europa, dunque di un Occidente, che deve constatare un’amara realtà.

Debora BergaminiLa progressione del processo verso un’uguaglianza di genere, uno dei cardini della nostra identità europea, progressione che sembrava essere un punto fermo alla conferenza di Pechino del 1995, rischia in realtà di trovarsi a un punto morto oggi nel mondo. Essa rimane in gran parte un’aspirazione, nel migliore dei casi un impegno, ma certo non una realtà acquisita.

Anzi, prendendo atto del fallimento della globalizzazione, intravediamo all’orizzonte l’arrivo di ineguaglianze nuove, che riguardano tutti i paesi: quelli più avanzati economicamente, con una una crisi di risorse che rischia di pesare soprattutto sulle spalle delle donne, e quelli, molti dei quali fanno parte del nostro vicinato, che si trovano nel pieno di una transizione verso la democrazia che presenta mille incognite, non ultima quella di dover affrontare in tempi brevi il tema della discriminazione delle donne e della loro partecipazione alla vita politica, culturale e sociale.

Col risultato che ancora oggi, anno 2012, nella maggior parte del mondo il destino, per le donne, è già deciso.

E’ quindi necessario oggi più che mai che da qui, dal cuore dell’Europa, si moltiplichino gli sforzi per combattere la discriminazione e la violenza contro le donne, e per affermare la loro parità di accesso a ogni segmento della vita di un paese, affinché questi sforzi, a cascata, si irradino verso le assemblee parlamentari di tutti i paesi membri, verso tutti quei decisori che possono, e devono, fare in modo che questo torni ad essere un punto primario dell’agenda politica di ciascun governo, senza se e senza ma. Vigilando, affinché dietro all’urgenza delle tante questioni che scuotono l’Europa non si celi il pericolo che il processo di uguaglianza, nonostante le tante parole spese, rimanga appunto un’aspirazione.

*purtroppo il contingentamento dei tempi di parola, e l’alto numero di iscritti a parlare, non mi ha permesso di pronunciare questo intervento che, comunque, ho depositato e fa parte degli atti di questa sessione.

4 gennaio 2012

Fisco, tante regole e poca equità

Rispetto alle tirate propagandistiche di Beppe Grillo abbiamo la coscienza a posto. Quando spopolava nei talk show di Santoro & Travaglio noi non gli abbiamo mai strizzato l’occhio, a differenza della sinistra politica e mediatica. Quindi, da parte nostra, nessuna indulgenza neppure se il sedicente “comico” afferma di comprendere gli attentati contro Equitalia.

La violenza è violenza, è da sempre la nostra filosofia. E quando questa violenza, fisica e verbale, era diretta contro di noi, eravamo quasi gli unici ad essere conseguenti mentre altri si arrampicavano sui distinguo, o sui tetti delle facoltà universitarie.

Chiusa la parentesi, non siamo però indifferenti al rischio che la giusta lotta all’evasione fiscale si traduca in pratiche e misure sbagliate. Anche qui, va ricordato che è stato il nostro governo a conseguire nei suoi tre anni e mezzo recuperi record di tasse e sommerso. Il problema riguarda il 2012, quando la manovra Monti ha stabilito che partano tutte assieme una sfilza di norme e adempimenti a carico dei cittadini che rischiano di complicare inutilmente la vita agli onesti, senza sfiorare gli evasori veri.

25 novembre 2011

Lo spread più importante si misura sulla pelle delle donne

C’è uno spread ancora più importante di quello tra Bot e Bund, ed è quello tra diritti umani scritti sulla carta e realtà effettiva, tra i valori universali sanciti e ufficialmente riconosciuti, e la pratica quotidiana di quegli stessi valori, ancora troppo spesso negati, anche nel mondo occidentale. E questo vale in primo luogo per le donne. ” Lo dichiara Deborah Bergamini, parlamentare Pdl e segretario della delegazione italiana al Consiglio d’Europa di Strasburgo.

“Come ogni anno, oggi si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. E come ogni anno saremo, per un intero giorno, informatissimi sulle drammatiche dimensioni numeriche di un fenomeno che investe ogni angolo del mondo e ogni fascia sociale. Ancora una volta (ri)scopriremo, per esempio, che circa una donna su tre, in Italia, ha subito violenza. Che la maggior parte delle violenze avviene in famiglia, ad opera del partner o di parenti. E che, ancora, la violenza contro le donne acquisisce sempre nuove forme, con l’evolversi, o involversi, dei costumi sociali. Peccato che, una volta spenti i riflettori, le priorità globali rimangano sempre le stesse, mentre i drammi che questi numeri nascondono sotto la parvenza di una neutralità matematica, saranno ancora tutti in essere. Gli Stati nazionali devono ancora fare passi importanti per contrastare la piaga della violenza contro le donne, come è accaduto sotto il governo Berlusconi con l’introduzione del reato di stalking e con l’inasprimento delle pene per il reato di violenza sessuale, ma fondamentale rimane il ruolo degli organismi internazionali come il Consiglio d’Europa che, infatti, ha aperto alla firma una Convenzione apposita e ha lanciato un piano triennale di comunicazione. Senza una ferma volontà globale di investire concretamente per arginare questo fenomeno, lo spread fra diritti sulla carta e tutela reale di essi non può che essere destinato ad ampliarsi ulteriormente.”

24 gennaio 2011

Violenza contro le donne, la nostra mozione al Governo

DISCUSSIONE DELLE MOZIONI AMICI ED ALTRI N. 1-00512 E MURA ED ALTRI N. 1-00532 CONCERNENTI INIZIATIVE VOLTE AL CONTRASTO DI OGNI FORMA DI VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE: LA RELAZIONE DELL’ON. BERGAMINI

Roma, 24 gennaio 2011 -

PRESIDENTE. È iscritta a parlare l’onorevole Bergamini, che illustrerà anche la mozione Saltamartini, Lussana, Polidori ed altri n. 1-00538, di cui è cofirmataria. Ne ha facoltà.

Signor Presidente – Nell’illustrare la mozione di maggioranza che impegna il Governo a continuare la sua attività a tutela dell’incolumità femminile, vorrei citare alcuni dati che solo apparentemente sono lontani dall’oggetto di questa discussione. Nel 2010 in Italia la quota di aziende al femminile è passata dal 20 per cento del 2000 all’attuale 25,5 per cento. Negli ultimi quattro anni le imprese femminili sono cresciute quasi del 6 per cento a fronte del 3 per cento medio.

3 settembre 2010

Cinema: a Venezia Consiglio Ue ed Eurimages presentano corto su violenza donne

Venezia, 3 set. (Adnkronos) – Si chiama ”Il primo schiaffo”, corto dell’esordiente Corrado Ceron sul tema della violenza contro le donne, vincitore di un concorso cui hanno preso parte 615 opere di esordienti, ed e’ stato proiettato alla Mostra del Cinema di Venezia, e premiato nell’area Digital Expo’ al primo piano dell’Hotel Excelsior. Intervenendo all’iniziativa il Ministro della Gioventu’, Giorgia Meloni, ha sottolineato che “troppo spesso mi scontro con una generazione che viene interpretata attraverso stereotipi come quelli dei bamboccioni o dei bulli. Ci vuole una azione positiva per far capire che siamo davanti ad una generazione che fa i salti mortali per collocarsi all’interno di una societa’ che sta attraversando un momento difficile. Chi ha voglia di andare a fondo scopre una generazione che ha voglia di darsi da fare”.

Per la parlamentare Debora Bergamini, responsabile delle iniziative sociali della delegazione parlamentare italiana al Consiglio d’Europa, che promuove l’iniziativa, “serve insegnare a denunciare da parte delle donne le violenze in casa. E noi vogliamo disegnare un modo diverso di fare comunicazione: l’uso delle nuove piattaforme consente a chiunque di esprimersi sul tema. E il numero di corti ricevuti, oltre 600, e’ testimonianza straordinaria della correttezza di questo percorso straordinario”.

3 settembre 2010

Ogni click è un voto contro la violenza sulle donne

‪VENEZIA: ACTION FOR WOMEN, PRESENTATO ‘IL PRIMO SCHIAFFO’/ BERGAMINI, OGNI CLICK E’ VOTO CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE

(di Antonella Barina)

(ANSA) VENEZIA, 3 SET – Giocato su due piani – infanzia ed età adulta – è stato presentato oggi alla Mostra del Cinema di Venezia, presenti il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore della Mostra del CinemaMarco Mueller, ‘Il primo schiaffo’, corto di 5′ contro la violenza alle donne realizzato da Corrado Ceron, vincitore del concorso europeo ‘Action for women’. Lanciato su Youtube, il concorso è stato promosso dalla delegazione italiana all’assemblea di Strasburgo in collaborazione con Cinecittà Luce e il Centro Sperimentale di Cinematografia.

In tutto, 615 le opere pervenute alla competizione cinematografica, nata nell’ambito della conferenza dei vertici del Consiglio d’Europa e delle parlamentari europee sulla violenza alle donne, organizzata dalla parlamentare Deborah Bergamini. ”Bisogna insegnare alle donne a denunciare la violenza che avviene nelle loro case”, ha detto l’on Bergamini ricordando che il 70% delle violenze avviene tra le pareti domestiche e che sono circa sette milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenze didiversa entita’. ”Ogni click per inviare il video prodotto, per votarlo, per vederlo, per commentarlo o linkarlo – ha aggiunto parlando alla Tavola rotonda sulla violenza contro le donne – è un voto contro la violenza sulle donne”.

Da parte sua, l’autore del video ha spiegato di aver usato due piani narrativi per farcapire che ”ogni schiaffo ricevuto nell’infanzia è una possibilità in più di subire violenza da adulte”. A seguire, un incontro sulle ‘Istituzioni come talent scout’, presente il ministro per la gioventù Giorgia Meloni che ha sottolineato l’efficacia della scelta di Youtube per la diffusione dei messaggi. La direttrice europea di Youtube Maria Ferreras ha quindi sottolineato che ”la piattaforma distribuisce i prodotti dei talenti in modo universale, globale e facile”. Roberto Olla, direttore di Eurimages, l’organismo che sostiene i progetti cinematografici di qualità sui soggetti sensibili, ha invece sottolineato che ”i diritti dell’uomo non si proteggono soltanto con le sentenze della Corte per i diritti dell’uomo: l’audiovisivo è l’arma più potente per creare il cambiamento necessario a sconfiggere la violenza”. Riguardo alla violenza contro le donne, ha concluso, ”un’ulteriore violenza è non parlarne”. (ANSA).